LA SCOPERTA DEL MESE – MARZO 2026

La Scoperta del Mese è la nuova rubrica di VIMM dedicata ai risultati più rilevanti dei nostri ricercatori. Condivideremo, con cadenza regolare, i progressi scientifici resi possibili anche grazie al vostro sostegno. Oggi vi raccontiamo un risultato innovativo guidato dal team delle nostre PI, Prof.ssa Onelia Gagliano e Prof.ssa Cecilia Laterza, che apre nuove prospettive nello studio delle malattie neurologiche.

27 March 2026

La Scoperta del Mese è la nuova rubrica di VIMM dedicata ai risultati più rilevanti dei nostri ricercatori. Condivideremo, con cadenza regolare, i progressi scientifici resi possibili anche grazie al vostro sostegno.

Oggi vi raccontiamo un risultato innovativo guidato dal team delle nostre PI, Prof.ssa Onelia Gagliano e Prof.ssa Cecilia Laterza, che apre nuove prospettive nello studio delle malattie neurologiche.

Studiare il cervello non è semplice: i neuroni, le cellule che lo compongono, sono altamente specializzati e difficili da ottenere in laboratorio. Questo rende complesso capire a fondo come si sviluppano le malattie neurologiche e come intervenire.

Per questo, i ricercatori utilizzano tecniche di “riprogrammazione cellulare”: partono da cellule della pelle (fibroblasti) e le trasformano in neuroni passando attraverso una fase intermedia in cui le cellule tornano a uno stato più “flessibile”, simile a quello delle cellule staminali. Tuttavia, questo processo richiede tempo, risorse e tecnologie avanzate.

Il team ha dimostrato che bastano appena 3 giorni di riprogrammazione parziale per rendere i fibroblasti pronti a trasformarsi in neuroni, grazie all’intervento di una proteina chiamata NGN2.

In altre parole, non è più necessario completare l’intero processo: è possibile fermarsi prima e ottenere comunque neuroni funzionali, riducendo tempi e complessità.

Questo significa poter produrre più rapidamente neuroni in laboratorio, rendendo più veloci gli studi sulle malattie neurologiche e lo sviluppo di nuove possibili strategie terapeutiche.

Grazie ad analisi avanzate, su ogni singola cellula creata, i ricercatori hanno anche identificato i momenti in cui le cellule sono più “pronte” a diventare neuroni. Questo permette di intervenire nel momento giusto, aumentando l’efficacia del processo e riducendo sprechi di tempo e risorse.

Perché è importante

Questa scoperta non è solo un avanzamento scientifico: è un passo concreto verso una ricerca più efficiente, più veloce e più utile per comprendere e affrontare le malattie neurologiche.

Nei prossimi mesi, il team continuerà a studiare queste fasi intermedie per rendere il processo ancora più efficiente e affidabile. L’obiettivo è migliorare sempre di più la produzione di neuroni, con applicazioni concrete nello studio delle malattie neurodegenerative e nello sviluppo di nuove terapie.

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