LA SCOPERTA DEL MESE – AGOSTO 2026

La Scoperta del Mese è la rubrica di VIMM dedicata ai risultati più rilevanti dei nostri ricercatori. Condivideremo con te, con cadenza regolare, i progressi scientifici resi possibili anche grazie al tuo sostegno. Oggi raccontiamo una nuova ricerca che vede come prima autrice la ricercatrice Jessica Ceccato, che, insieme a un numeroso team di ricercatori, ha studiato come l’ambiente che circonda le cellule tumorali possa influenzare la risposta alle terapie nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), una delle forme più comuni e aggressive di linfoma.

28 August 2026


Oggi raccontiamo una nuova ricerca che vede come prima autrice la ricercatrice Jessica Ceccato, che ha studiato come l’ambiente che circonda le cellule tumorali possa influenzare la risposta alle terapie nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), una delle forme più comuni e aggressive di linfoma.

Negli ultimi anni le terapie contro i linfomi sono diventate sempre più efficaci. Tuttavia, in alcuni pazienti la malattia può non rispondere adeguatamente ai trattamenti o può ripresentarsi nel tempo.

Per capire perché questo accade, non basta studiare esclusivamente le cellule tumorali. È necessario osservare anche il microambiente tumorale, cioè l’insieme di cellule, molecole e strutture che circondano il tumore e con cui le cellule malate interagiscono continuamente.

Riprodurre in laboratorio questo ambiente complesso è però particolarmente difficile.

Per superare questo limite, i ricercatori hanno utilizzato un innovativo modello tridimensionale derivato da tessuto osseo, capace di riprodurre in modo più realistico l’ambiente in cui possono trovarsi le cellule tumorali.

Lo studio ha dimostrato che il microambiente tumorale, può modificare profondamente il comportamento delle cellule del linfoma.

In particolare, i ricercatori hanno osservato che:

  • Il microambiente tumorale favorisce la migrazione e la capacità delle cellule tumorali di colonizzare il tessuto;
  • in alcune cellule di linfoma, il contatto diretto con la componente extracellulare riduce la risposta a ibrutinib, un farmaco utilizzato contro alcune neoplasie ematologiche;
  • interrompendo l’interazione tra cellule tumorali e componente extracellulare, questa resistenza al farmaco scompare;

Il risultato più interessante è che comprendere il ruolo dell’ambiente che circonda le cellule tumorali apre nuove prospettive per contrastare i meccanismi di resistenza ai farmaci e migliorare la risposta alle terapie.

Perché è importante

Questa ricerca aiuta a comprendere meglio uno dei grandi problemi dell’oncologia: perché alcune cellule tumorali riescono a sopravvivere anche in presenza di un trattamento.

Studiare il tumore in modelli tridimensionali che riproducono più fedelmente ciò che accade nell’organismo può contribuire a:

  • comprendere i meccanismi che favoriscono la resistenza ai farmaci;
  • identificare nuove vulnerabilità delle cellule tumorali;
  • sviluppare modelli più realistici per valutare l’efficacia delle terapie;
  • individuare, in futuro, strategie capaci di colpire non solo il tumore, ma anche le interazioni che lo aiutano a sopravvivere.

I ricercatori continueranno a studiare il dialogo tra le cellule del linfoma e il loro microambiente, approfondendo i meccanismi attraverso cui la matrice extracellulare può favorire la sopravvivenza delle cellule tumorali.

L’obiettivo è comprendere come queste interazioni possano essere sfruttate per individuare nuove strategie terapeutiche e contrastare i meccanismi di resistenza ai farmaci.

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