La Doxorubicina (Dox) è un efficace farmaco antineoplastico con gravi effetti collaterali cardiotossici che persistono anche dopo l’interruzione del trattamento e possono portare a insufficienza cardiaca. La disfunzione dell’endotelio vascolare è stata collegata allo sviluppo della cardiotossicità indotta da Dox, ma non è chiaro se e come l’esposizione transitoria a Dox possa portare a una downregulation a lungo termine del recettore tipo 2 del fattore di crescita endoteliale (VEGFR2), essenziale per la funzione delle cellule endoteliali. Utilizzando un modello in vitro ideato per studiare gli effetti duraturi di una breve esposizione delle cellule endoteliali a Dox, abbiamo dimostrato che Dox porta a un’inibizione sostenuta della sintesi proteica e alla downregulation di VEGFR2. Il trattamento transitorio con Dox ha portato allo sviluppo di senescenza a lungo termine associata a una riduzione dei livelli di VEGFR2 che persisteva anche giorni dopo l’interruzione del farmaco. Analizzando il turnover di VEGFR2, abbiamo escluso che la sua downregulation fosse dovuta all’autofagia indotta da Dox. Al contrario, Dox ha indotto l’espressione di p53, ridotto la traduzione dipendente da mTOR e inibito la sintesi proteica globale. I nostri dati contribuiscono a fornire una base meccanicistica per il danno permanente causato alle cellule endoteliali da un trattamento a breve termine con Dox.
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