Home > La Terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca
a cura di Sylvain Bellenger
La mostra La Terra è blu come un’arancia. Il mistero della ricerca, curata dallo storico dell’arte Sylvain Bellenger, prodotta dall’Istituto VIMM in occasione del trentesimo anniversario della sua fondazione, rende omaggio a un’istituzione dedicata alla ricerca biomedica e alla comprensione dei meccanismi fondamentali della vita. Fin dalla sua creazione, il VIMM si inserisce nella tradizione scientifica e medica di Padova, con una missione direttamente legata al benessere umano.
La mostra colloca queste ricerche tra la storia padovana e la contemporaneità. Si articola inoltre attorno a una sezione dedicata all’immagine di sé e alla norma, interrogando i modelli del corpo come costruzioni repressive, culturali e sociali. Infine, il percorso si apre al corpo malato nell’esperienza degli artisti contemporanei, dove la malattia diventa uno spostamento delle norme e un’altra maniera di abitare il corpo.
Apre una riflessione sullo statuto dell’immagine, dai sorprendenti finti marmi della Cappella degli Scrovegni di Giotto, che costituiscono uno dei primi linguaggi non figurativi della pittura occidentale, visibili dal giardino dall’altro lato della strada, in risonanza con le ricerche della pittura astratta e informale, da Kandinsky a Burri, Fontana, Fautrier e Rothko, fino alle immagini provenienti dalla ricerca scientifica.
Tra rigore, creatività e immaginazione, queste immagini, sviluppate in particolare da Maurizio Corbetta, Nicola Elvassore, Marco Sandri, Bert Blaauw, Konstantinos Lefkimmiatis, Carlo Viscomi, Onelia Gagliano, Maria Pennuto, Alessandro Carrer, Antonella Viola e Cecilia Laterza, rivelano forme di una bellezza formale sorprendente, ricordando che l’estetica, dal greco aisthesis (percezione), è al cuore della nostra lettura del mondo.
L’opera site specific commissionata all’artista multimediale Stefano Gargiulo propone una libera associazione visiva tra questi universi, mostrando come le immagini, artistiche o scientifiche, derivino da uno stesso atto di interpretazione e costruzione.
Attraverso un dialogo inedito tra immagini scientifiche e immagini artistiche, la mostra esplora la forza creativa che accomuna arte e scienza: un binomio di creatività e curiosità in cui intuizione, sensibilità e disciplina convergono nella ricerca di forme capaci di dare e interpretare il senso della vita, rivelando una verità poetica, dove verità poetica e verità scientifica si incontrano come due linguaggi complementari, capaci di esprimere una stessa coscienza e una stessa sensibilità della condizione umana.
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QUANDO
28 MAGGIO – 30 SETTEMBRE 2026
DOVE
Museo della Natura e dell’Uomo, Sala Mostre
Corso Garibaldi 39, Padova
prenotazioni@visitmnu.it – tel. 049 8273939
visitmnu.it
ORARI DI APERTURA
martedì – domenica ore 10 – 19 (ultimo ingresso ore 18)
chiuso i lunedì feriali
TARIFFE E BIGLIETTI
L’accesso alla mostra è compreso nel biglietto d’ingresso al Museo della Natura e dell’Uomo
Johannes de Ketham
Venezia 1493 [1494], Fasciculus medicinae
La ruota delle urine
Cecilia Laterza (PI VIMM)
10 giugno 2025
Riparare il cervello ingegnerizzando le cellule immunitarie
Giacomo Filippo Tomasini
Udine 1654, Gymnasium Patavinum, Collezione privata
Theatrum Anatomicum Lycei Patavini
Maria Pennuto (PI VIMM), Diana Piol (ERC awardee)
2025
Colorazione in immunofluorescenza dell’RNA ribosomiale in motoneuroni murini
Giotto
1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni (particolare)
Decorazione a finti marmi
Leonardo da Vinci
1490 circa, Venezia, Gallerie dell’Accademia
Sette teste grottesche
Cesare Lombroso
da L’uomo delinquente (1876), tavv. VIII e IX della terza edizione del 1884 edita dai fratelli Bocca
Esempi di fisiognomia criminale
Giulia Turlon (Lab Gagliano)
novembre 2026
Auto-organizzazione dorsoventrale in un organoide neurale umano
Wols (Alfred Otto Wolfgang Schulze)
1946, Collezione privata
Untitled
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