Large-scale network topography of stroke predicts functional outcome after mechanical thrombectomy.

2025 - Brain Commun.

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Abstract

La trombectomia meccanica ripristina efficacemente il flusso sanguigno nei pazienti con ictus ischemico acuto causato da occlusione di grossi vasi. Tuttavia, sebbene la trombectomia meccanica abbia migliorato gli esiti funzionali, il 35%-60% dei pazienti presenta ancora disabilità residue.

Tipicamente, i pazienti vengono selezionati per la trombectomia meccanica in base al grado di ipoperfusione attorno al core ischemico misurato su un atlante vascolare. Questo studio aveva due obiettivi:

(1) valutare il valore prognostico della topografia della lesione sull’esito funzionale a 3 mesi dalla trombectomia meccanica, quando la lesione è localizzata su un atlante vascolare oppure su atlanti di rete su larga scala, funzionali o strutturali;

(2) esaminare i pattern di disconnessione strutturale e funzionale post-ictus significativamente correlati alla scala di esito funzionale più utilizzata, cioè la scala di Rankin modificata a 3 mesi dall’evento.

È stata condotta un’analisi retrospettiva su 70 pazienti con ictus acuto sottoposti a trombectomia meccanica presso l’Ospedale Universitario di Padova (gennaio 2018 – giugno 2022). I criteri di inclusione comprendevano il primo ictus ischemico con occlusione dei grossi vasi della circolazione anteriore. I dati di imaging ottenuti da RM strutturale sub-acuta e TC sono stati utilizzati per stimare le disconnessioni strutturali e funzionali indirette.

L’esito è stato valutato tramite la scala di Rankin modificata a 3 mesi, con analisi predittiva eseguita tramite regressione LASSO su atlanti vascolari, di sostanza grigia e di sostanza bianca.

La scala di Rankin a 3 mesi è stata predetta meglio usando l’atlante funzionale di Yeo (R² = 0,382), seguito dall’atlante funzionale della sostanza bianca (R² = 0,338); l’atlante vascolare ha fornito la predizione più debole (R² = 0,146).

Il danno alla via corticospinale e alla corona radiata è risultato significativamente associato alla scala di Rankin.

La disconnessione funzionale era significativamente correlata alla disabilità, in particolare nelle reti sensori-motorie, dell’attenzione dorsale (DAN) e visive.

Le disconnessioni strutturali nella via corticospinale, nel corpo calloso, nella corona radiata, nelle radiazioni talamiche e nei fasci longitudinali inferiore e superiore di sinistra erano anch’esse associate a esito funzionale sfavorevole.

Questo studio dimostra che la topografia della lesione inserita in un quadro di rete fornisce una predizione più solida dell’esito funzionale. Questi risultati sottolineano l’importanza di comprendere le alterazioni di rete per migliorare la previsione del recupero e ottimizzare le strategie terapeutiche per i pazienti con ictus. Ulteriori ricerche dovrebbero esplorare l’integrazione delle valutazioni basate sulle reti nella pratica clinica per valutare l’idoneità ai trattamenti di rivascolarizzazione.