La mano umana possiede sia abilità motorie consolidate che una notevole flessibilità nell’adattarsi alle richieste del compito in corso. Tuttavia, i meccanismi sottostanti attraverso cui il cervello bilancia stabilità e flessibilità rimangono sconosciuti. In assenza di input esterni o comportamenti, la connettività cerebrale spontanea (intrinseca) è considerata rappresentare una sorta di memoria preesistente. In questo studio, abbiamo indagato come la destrezza manuale modula la connettività funzionale spontanea nella corteccia motoria durante il movimento della mano. Utilizzando la magnetoencefalografia, in 47 partecipanti umani (di entrambi i sessi), abbiamo esaminato le modulazioni della connettività nelle bande di frequenza α e β a riposo e durante due compiti motori (cioè, battito delle dita o compressione delle dita dei piedi). La flessibilità e la stabilità di tali modulazioni ci hanno permesso di identificare due gruppi di partecipanti con livelli di prestazione diversi (alto e basso rendimento) nel test delle nove buche, un test di destrezza manuale. Nella banda α, i partecipanti con maggiore destrezza manuale hanno mostrato diminuzioni distribuite della connettività, specificamente nella corteccia motoria, un aumento della segregazione e una riduzione della centralità nodale. I partecipanti con minore destrezza manuale hanno mostrato un pattern opposto. È notevole che questi modelli dal cervello al comportamento siano rispecchiati dai risultati dal comportamento al cervello. Infatti, quando i partecipanti sono stati divisi utilizzando il punteggio di destrezza alla mediana, abbiamo trovato gli stessi modelli di connettività. In sintesi, questo esperimento dimostra che un’abilità motoria a lungo termine – la destrezza manuale – influisce sul modo in cui i sistemi motori rispondono durante i movimenti.