Autophagy in Skeletal Muscle.

2025 - Cold Spring Harb Perspect Biol.

Team
Abstract

Le fibre del muscolo scheletrico possiedono, come tutte le cellule del nostro corpo, un apparato di autofagia conservato evolutivamente, che consente loro di segregare proteine non ripiegate e organelli danneggiati all’interno degli autofagosomi, e di indurre la fusione degli autofagosomi con i lisosomi, portando così alla degradazione di tali componenti cellulari alterati. Questo processo può essere selettivo per specifici componenti cellulari, come nel caso del glicogeno (glicofagia) o di organelli, come i mitocondri (mitofagia). Il flusso autofagico viene attivato dal digiuno e, insieme al proteasoma, contribuisce a fornire all’organismo gli amminoacidi necessari alla sopravvivenza. L’autofagia è inoltre essenziale per il normale turnover delle proteine e degli organelli muscolari, come dimostrato dai cambiamenti degenerativi indotti dal blocco genetico del meccanismo autofagico e osservati in diverse miopatie. Nel muscolo, l’autofagia viene potenziata dall’esercizio fisico e risulta compromessa durante l’invecchiamento, suggerendo che la disfunzione muscolare dipendente dall’età potrebbe essere ritardata stimolando l’autofagia.