«Qui c’è l’Italia migliore, quella che cura, guarisce e accudisce non solo i pazienti ma anche le loro famiglie». A dirlo è stata il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini che lo scorso 24 marzo ha visitato le strutture e i laboratori del VIMM.
Una visita che parte da un rapporto di lunga data con la Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata, Giustina Destro, che dopo aver incontrato più volte a Roma il Ministro, la aveva invitata a Padova per visitare il VIMM di persona.
Un impegno mantenuto e applaudito dalle tante autorità e cariche istituzionali – sia cittadine che regionali – presenti per accogliere il Ministro: l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, il sindaco di Padova Sergio Giordani, il Prefetto Giuseppe Forlenza e il Questore Marco Odorisio.
Dopo un incontro con i team di ricerca, e prima di visitare il centro e le strutture, il Ministro ha ascoltato con attenzione gli interventi dei rappresentanti del VIMM, in particolare quello del Direttore Scientifico Nicola Elvassore, per poi essere intervistata dal Direttore del Gazzettino, Roberto Papetti, sui temi dell’attualità e, in modo particolare, sul delicato e a lungo dibattuto tema dei finanziamenti alla ricerca scientifica.
Un tema che si interseca e si incrocia inevitabilmente con l’attrattività del nostro Paese per i giovani e per i ricercatori, che si trovano spesso costretti ad emigrare all’estero. «Secondo noi l’unico modo di investire nella ricerca è potenziare centri come questo, dando così ragioni concrete a chi ha scelto di andarsene dall’Italia e spingerli a rientrare perché non basta dir loro “tornate” o “non partite” per attrarli – ha spiegato il Ministro Bernini, che non ha fatto attendere
una risposta anche sul tema delle risorse e della qualità della ricerca. “Al Vimm si fa ricerca con la R maiuscola, ed è esattamente su questo che noi puntiamo con tutte le nostre forze ed erogando tutti i fondi possibili».
Il Ministro ha concluso la sua visita con un appello e un plauso «Ai ricercatori che rendono grande questa struttura dico: tutto quello che stiamo facendo è per dare loro l’opportunità di lavorare meglio e di interfacciarsi con le loro comunità internazionali».




