Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Stroke dal laboratorio diretto dal Principal Investigator Maurizio Corbetta ha analizzato come il cervello si riorganizza dopo un ictus e quali cambiamenti avvengono nelle connessioni tra le diverse aree cerebrali nel corso del tempo.
Seguendo i pazienti nelle settimane e nei mesi successivi all’evento ischemico mediante avanzate tecniche di risonanza magnetica, i ricercatori hanno osservato che il danno non rimane confinato alla lesione iniziale. Le fibre della sostanza bianca, che collegano tra loro le diverse regioni del cervello, mostrano infatti alterazioni diffuse e progressive che continuano a evolvere anche diversi mesi dopo l’ictus. Lo studio ha evidenziato che, nelle fasi iniziali, la perdita di connettività tra le aree cerebrali è associata soprattutto a deficit cognitivi, mentre le alterazioni microstrutturali delle vie nervose danneggiate risultano maggiormente correlate ai problemi motori.
I risultati indicano che la degenerazione delle connessioni cerebrali rappresenta un processo esteso e persistente, che va oltre la sede della lesione. Comprendere questi cambiamenti potrà contribuire allo sviluppo di strategie riabilitative più efficaci e di nuovi approcci terapeutici per favorire il recupero dopo l’ictus.




