Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Cell Death Discovery dal gruppo di ricerca guidato dal Principal Investigator del VIMM Marco Sandri ha identificato una funzione fondamentale del gene Mytho/Phaf1 nel mantenimento della salute dei tessuti e dell’integrità del DNA. Utilizzando il pesce zebra (Danio rerio) come modello sperimentale, i ricercatori hanno dimostrato che l’assenza del gene Mytho provoca una maggiore mortalità nelle prime fasi della vita, una ridotta capacità di resistere allo stress ossidativo e importanti alterazioni a carico di muscoli, cervello e organi riproduttivi.
Lo studio ha inoltre evidenziato che la perdita di Mytho compromette il processo di autofagia, un meccanismo essenziale per il corretto ricambio dei componenti cellulari. I pesci privi del gene presentano fenomeni di degenerazione in diversi tessuti, tra cui muscolo, pancreas e retina, oltre a una riduzione della fertilità maschile. Particolarmente rilevante è l’osservazione di un aumento dell’incidenza di una forma di tumore del testicolo, associata a un maggiore danno al DNA nelle cellule spermatiche. I risultati indicano che Mytho svolge un ruolo cruciale nella protezione del patrimonio genetico e nel mantenimento della funzionalità dei tessuti, aprendo nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi dell’invecchiamento e delle malattie degenerative.




